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SEO e Social Media: incompatibili col Giornalismo o strumenti di supporto?

SEO e Social Media: incompatibili col Giornalismo o strumenti di supporto?

Lo scorso weekend ci siamo lasciati con una promessa: acquisire le tecniche dell’ottimizzazione dei contenuti web (SEO) e delle strategie Social per applicarle al Giornalismo online. Ad aiutarci ad entrare in questo mondo digitale è tornato Alberto Berlini di CityNews che, dopo la prima giornata introduttiva incentrata sul linguaggio html, ci ha mostrato come i Social possano essere uno strumento utilissimo al mestiere del giornalista.

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Da utenti e nativi digitali, al Master in Giornalismo e Giornalismo radiotelevisivo il nostro ruolo di fruitori si inverte: su Facebook e Instagram diventiamo noi gli intrattenitori ed iniziamo a cogliere le potenzialità di queste piattaforme da un punto di vista professionale. Come si conciliano questi mezzi col giornalismo?

La capacità di scrivere e raccontare storie sono sicuramente essenziali, ma invogliare il pubblico a leggerle è un altro paio di maniche nel mondo del web. La vastità dell’edicola digitale permette a chiunque di esprimersi, ma per farsi ascoltare è necessario conoscere alcune strategie, parola di Berlini.

Catturare l’attenzione degli utenti social, ormai subissati da miriadi di stimoli informativi e con una soglia di attenzione inferiore ai 7 secondi, attraverso titoli accattivanti e argomenti che possano interessarli è l’obiettivo del giornalista.

Scrivendo un pezzo, bisogna già pensare a chi lo leggerà guidandolo nella lettura, tramite paragrafi e titoli che rimarcano l’argomento trattato, mettono in risalto le parole chiave e facilitano lo scorrimento della pagina. Il titolo, inoltre, avrà bisogno di suscitare empatia, altrimenti il lettore/utente non sarà portato a cliccarlo per saperne di più.

Un titolo come: “Scusa Mia, quante volte ti abbiamo uccisa” sarà più empatico di “La serie di Mia Martini fa il record di ascolti”, sia perché non esaurisce la notizia nel titolo, sia perché suscita curiosità in chi vi si imbatte su Facebook, tra foto di amici e pubblicità di prodotti.

Tuttavia, non tutti gli articoli pubblicati sul nostro giornale online possono essere “materiale da social”, né si può pretendere il contrario. Al giornalista che si affaccia a questo mondo è richiesta la capacità di conoscere il mondo a cui si rivolge, capirne i gusti ed i desideri, cogliere gli argomenti di tendenza e sfruttare le opportunità, costruire storie che suscitano la curiosità degli utenti, senza dimenticare la sua professionalità.

I social sono uno strumento di supporto, sia per le capacità di divulgazione dell’informazione che offrono sia per il loro stesso ruolo di fonti delle notizie, ma dietro al loro uso c’è bisogno di studio e strategia consapevoli, come ci ha insegnato Berlini.

E se la prima giornata del weekend è trascorsa alla ricerca di argomenti di interesse per i lettori web, la seconda ci ha visto per la seconda volta sul campo assieme a Simone Toscano, alla ricerca di un tema su cui strutturare la nostra inchiesta.

Questa volta la preferenza è ricaduta sulla mobilità urbana e le modalità di trasporto alternativo, dal car al bike sharing fino a tutti i servizi di mobilità che si stanno affacciando sul mercato. Interviste in strada, riprese con l’operatore, speakeraggio e infine montaggio: il risultato della nostra inchiesta è divertente quanto lo è stata sua realizzazione.