Pubblica amministrazione

 

Intervista a Dario de Marchi, responsabile dell’ufficio stampa del Ministro dello Sviluppo Economico e docente del Master in Management della Comunicazione Pubblica ed Istituzionale di Eidos Communication
 
Quali sono le prospettive per il comunicatore pubblico oggi e cosa fa concretamente nella P.A.?
 
Il tiranno di Siracusa faceva pubblicare le leggi in editti che erano poi affissi molto in alto. Così lui, il tiranno, poteva punire i suoi sudditi per le loro inadempienze!
La comunicazione pubblica è uno dei cardini fondamentali per la realizzazione e il buon funzionamento della democrazia: il cittadino informato, anzi, ben informato, è sovrano e non suddito!
Nel nostro Paese, dove la Legge 150 non è ancora pienamente e diffusamente applicata, la comunicazione pubblica troppo spesso è recepita in modo monodirezionale e non come uno strumento bidirezionale. Il comunicatore pubblico deve porsi come intermediario professionale tra le esigenze comunicative del soggetto pubblico e quelle informative della società reale (comunicazione in e out).
 
 Quali caratteristiche deve avere un comunicatore pubblico?
Deve sapere trasferire conoscenza in modo coordinato, mirato, ingegnoso e, soprattutto, proficuo; saper focalizzare e poi valorizzare il messaggio; capire qual è il target che ne è destinatario; individuare il linguaggio da adottare, raggiungere bene ed efficacemente un determinato settore della società e, infine, individuare quali sono gli strumenti più adatti da usare per massimizzare il risultato.
Proprio per l’esigenza di gestire la bidirezionalità informativa, il comunicatore pubblico deve avere dignità e schiena diritta, superando i condizionamenti. Il suo datore di lavoro, infatti, sono i cittadini-sovrani, non l’eletto o nominato pubblico di turno.
 
Quali sono i riferimenti cui ispirarsi?
Nel panorama nazionale ci sono parecchie istituzioni in cui il comunicatore sa svolgere il suo ruolo con grande efficacia, credibilità e autonomia, con solida professionalità, provata indipendenza e soprattutto con dignità.
Non dobbiamo però confondere il comunicatore pubblico con lo spin-doctor, figura molto di moda, soprattutto tra i giovani studenti di comunicazioni. È una pratica adatta ai personaggi dello spettacolo e dello sport, ad esempio. Non certo per quelli istituzionali che, devono sottostare al massimo della trasparenza.
 
Ci sono testi da consigliare a chi vuole esercitare questa professione?
C’è davvero l’imbarazzo della scelta: molti i libri, i manuali e i tomi autorevoli ma spesso intrisi di voli pindarici e, quindi, scarsamente pragmatici. Ho deciso di proporre come essenziali i libri scritti da Mauro De Vincentiis, giornalista e saggista, riconosciuto come uno dei maggiori esperti italiani della materia e per molti anni nella sala regia della comunicazione di Alitalia, quando la compagnia di bandiera era al top nel mondo. È autore de “La fabbrica delle notizie: comunicazione d’impresa e potere della persuasione”, “L’Ufficio Stampa”, “La perfetta comunicazione interna” e “La perfetta comunicazione d’emergenza (Editore Lupetti).
 
Qual è stato il Suo percorso professionale?
Gran parte dei comunicatori ha la formazione professionale del giornalista. E questo è stato anche il mio percorso, da iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1970 e professionista dal 1977. Ho lavorato per quasi 24 anni in una delle principali agenzie di stampa italiane. Sono stato consulente di molte aziende, alcune quotate, capo ufficio stampa e portavoce dei ministri dei Rapporti con il Parlamento, Politiche Comunitarie, Innovazione e Tecnologie e ora sono responsabile dell’ufficio stampa del Ministro dello Sviluppo Economico.
In passato sono stato dirigente della comunicazione del CNIPA. Ho curato la comunicazione per l’organizzazione internazionale “Collegio del Mondo Unito”. Sono autore di alcuni libri tecnici e sulla comunicazione e docente di comunicazione pubblica e istituzionale e di comunicazione di crisi (crisis management). Faccio parte dell’AIIC - Associazione Italiana Esperti in Infrastrutture Critiche e dell’Osservatorio per la Sicurezza Nazionale presso il CASD-Centro Alti Studi Difesa
 
Cosa insegna nel Master in Comunicazione Pubblica e Istituzionale?
Il varo della legge 150 ha creato le condizioni per nuove figure professionali specifiche nella Pubblica Amministrazione. Al Master mi è stato affidato l’incarico di fornire le basi essenziali per l’organizzazione e il funzionamento dell’ufficio stampa, uno dei cardini portanti della comunicazione. Si tratta di mettere a disposizione non solo le regole fondanti la comunicazione in generale, ma di ipotizzare percorsi operativi ed esempi pratici. Specifiche finestre sono aperte per illuminare le peculiarità della comunicazione pubblica e istituzionale, rispetto alla comunicazione privata.

 

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